Autore Topic: Obsolescenza programmata  (Letto 2466 volte)

Offline dinolib

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Obsolescenza programmata
« il: 25 Settembre 2013 ore 14:16 »
Salve gente.

Ieri leggevo un articolo sull'obsolescenza programmata di elettrodomestici, automobili, periferiche e gingilli digitali (a seguito di un'indagine di un istituto tedesco).
Ciò che spesso si addita come sfiga, in realtà è cosa voluta: si cerca di far guastare i prodotto poco dopo la garanzia, proporre costi di assistenza osceni per indurre il consumatore a comprare merce nuova.
Mi chiedo: ma davvero questo fa bene all'economia globale, inteso come benessere? Che senso ha costruire scarpe per una stagione, computer per un paio d'anni, iphone per un inverno? Globalmente a chi giova, chi paga i costi di smaltimento, chi sopporta l'ingente richiesta di risorse?

Evidentemente, terminata l'era del consumismo push, ora si passa al pull. Non sei più tu che vai a comprare per il desiderio (che ti fanno diventare necessità) ma perchè il bene acquistato non fa più il suo dovere.

Purtroppo noto anche che le nuove generazioni incarnano il sistema anche come filosofia: si rompe la biciletta? la cambio. Si bucano i pantaloni? li cambio. ecc. Io da ragazzo ho sempre messo le toppe (specie da bambino) e quando possibile in casa si riparava di tutto. E le cose di suo duravano di brutto :)
Penso alla lampadina nella sede dei pompieri di Livermore: è accesa da qualcosa come un milione di ore! Era un prototipo poi messo da parte perchè avrebbe fatto chiudere i produttori di lampade. Anche Linus (!) su gplus di recente si lamentava perchè le luci LED che aveva appena installato in casa dopo breve si erano già fulminate (nonostante le promesse di durare n-mila ore).

Questo argomento mi sta a cuore, per cui ne ho deciso di parlavene, non soltanto perchè sono tirchio dentro (mia moglie si stupisce come faccia ad allacciarmi le camicie, viste le mie micro braccia), ma perchè è anche la filosofia che contrappone il software libero a quello commerciale.
L'obsolescenza dell'HW è nota sopratutto nel mondo closed. Spesso si parla di windows che rallenta, di memoria insufficiente, di schede video obsolete. Certo, se il codice fosse aperto sarebbe impossibile nascondere istruzioni malevole per portare il sistema al rallentamento dopo un tot di ore.
Spesso mi sono trovato a sostituire condensatori, pulire dissipatori, aggiornare RAM, cambiare schede video: con spese modeste ci si ritrova un PC performante. Ma quanti là fuori decidono di cambiare PC perchè non va più? E magari è solo pieno di crapware...

Vabbè, per chi ne ha voglia posto qualche link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Obsolescenza_programmata
http://www.ifixit.com/
http://www.ilcambiamento.it/riuso_riciclo/difendersi_obsolescenza_programmata_consumismo.html
http://www.centennialbulb.org/
http://www.chip.it/articoli/dispositivi-tecnologici-scadenza-programmata?page=0,2

Ah, ultima cosa: in Europa (e fra poco forse in Italia?) pare stiano nascendo organizzazioni di volontari che si riuniscono periodicamente nei locali per aiutare gente tecnicamente meno esperta a riparare i proprio elettrodomestici o dispositivi elettronici. Sembra una cosa carina. Qualcuno ne ha notizia?

Offline Masque

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Re:Obsolescenza programmata
« Risposta #1 il: 25 Settembre 2013 ore 14:36 »
Prova a cercare anche "trashware". Tempo fa c'erano alcuni LUG che lo facevano.
Uno che ho trovato al volo.
http://www.progettoradis.it/

Ogni tanto, ci sono anche delle "officine" itineranti per ciclisti.
http://www.ciclofficinapopolareciclopi.blogspot.it/

Offline alex

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Re:Obsolescenza programmata
« Risposta #2 il: 25 Settembre 2013 ore 16:04 »
Mi chiedo: ma davvero questo fa bene all'economia globale, inteso come benessere? Che senso ha costruire scarpe per una stagione, computer per un paio d'anni, iphone per un inverno? Globalmente a chi giova, chi paga i costi di smaltimento, chi sopporta l'ingente richiesta di risorse?

produrre sempre di più mi sembra il fondamento dell'economia capitalistica, ma se qui c'è qualche economista magari ce lo spiega meglio. Di certo nella nostra società non si produce per bisogno, anzi di bisogni se ne inventano sempre di nuovi...

Costi di smaltimento, ecc... ? punti di vista, è anche quello un bisogno da soddisfare in ottica capitalistica.

Crisi economica? un pensiero che mi faccio, senza riuscire a "focalizzare" non avendone le competenze, è che in realtà è proprio il sistema a non avere più senso...   

Non mi ricordo il nome ma mi sembra che un importante economista, forse nobel, abbia proprio affermato che per alimentare un azienda il marketing non deve assolutamente mai soddisfare i bisogni del cliente in modo che non si esaurisca il suo bisogno di acquistare. 

Offline IVIonty

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Re:Obsolescenza programmata
« Risposta #3 il: 25 Settembre 2013 ore 23:45 »
Le ragion d'essere dell'obsolescenza programmata sono l'autoreplicarsi della domanda e il ritardare la saturazione complessiva del mercato.

C'è poi un aspetto laterale: non sempre l'obsolescenza è realmente programmata, ossia facente parte del prodotto come sua caratteristica intrinseca. Più spesso la produzione di massa e la scelta di alcuni materiali rispetto ad altri, hanno fatto si che a parità di funzione due oggetti prodotti in momenti diversi possano invecchiare a ritmi diversi.

Ho letto tempo fa un interessante articolo su The Verge in cui si analizzava la debacle di Nokia rispetto a Apple prima e Google+Samsung poi, anche alla luce dell'obsolescenza programmata dei prodotti sviluppati da queste tre aziende mentre erano leader di mercato:

- mentre era leader di mercato Nokia ha utilizzato una strategia di consolidamento che si potrebbe definire best is better. Ha ridotto l'obsolescenza programmata dei suoi telefoni in modo da fidelizzare i clienti, ed evitare che prodotti concorrenti (ritenuti comunque alla pari in termini di tecnologia ed innovazione) potessero rosicchiare fette di mercato consistenti;

- con l'avvento dell'iPhone Apple ha scalzato Nokia a livello di sinergia software/hardware, ma producendo terminali che invecchiavano prima. Ciò per massimizzare la penetrazione e puntando sull'esclusività di contenuti e sull'inclusione nella "community": in altre parole il nuovo iPhone è un "must have" che scalza il precedente perché consente di tenere il passo con "l'innovazione" e di condividerla col resto degli acquirenti/utenti/adepti evitando l'estromissione da questa cerchia esclusiva;

- Samsung ha primeggiato introducendo un'obsolescenza programmata massiva, su tutta la sua linea di prodotti, dall'entry level al top di gamma (Galaxy). In questi ultimi puntando su terminali dal costo di produzione sempre più basso e dal prezzo di vendita sempre più alto, imitando il paradigma dell'inclusività Apple;

Quindi avere prodotti che invecchiavano prima, sia "di lusso" (Apple) che di massa (Samsung), hanno premiato queste due aziende rispetto a quella che produceva i prodotti con obsolescenza più dilatata nel tempo (Nokia).

L'obsolescenza programmata comporta anche un rischio: se non si calibra bene si rischia la cannibalizzazione, ossia i prodotti che vengono prodotti successivamente diventano diretti concorrenti di quelli che li precedono. Ciò può causare la riduzione della quota di mercato invece di stabilizzarla o aumentarla, oppure se avviene più lentamente nel tempo causa la saturazione del mercato stesso o addirittura il suo collasso.

Come avete già detto, questo meccanismo e' un corollario del sistema di produzione attuale. Il mercato globale punta alla creazione di "bisogni" non primari che devono essere soddisfatti sempre parzialmente, e che anzi sono da alimentare.


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Kahlil Gibran

Offline dinolib

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Offline IVIonty

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Re:Obsolescenza programmata
« Risposta #5 il: 15 Ottobre 2013 ore 18:30 »
Bel progetto, bella soprattutto la componente sociale e lo spirito hacker della cosa, forse più dei reali ritorni pratici.

Purtroppo quando si va oltre i cavetti tagliati dei caricabatterie o di qualche macrocomponente saltato, ed a invecchiare velocemente fino a quasi "rompersi a comando" sono microcomponenti (sempre più presenti nella tecnologia cheap che ci circonda) non basta un restart party per ovviare alla cosa.

Lo dico facendo un lavoro (programmazione, assistenza tecnica e riparazione di macchinari industriali, tra cui terminali Windows Embedded/CE/Mobile ed Android) in cui si riscontrano questi problemi quotidianamente. Se non si hanno contatti con i fornitori asiatici di micro-componentistiche elettroniche è difficile riparare i gadget tanto di moda. La vera soluzione a questa tendenza del mercato sarebbe puntare sull'open hardware, che può risultare anche molto remunerativo: Intel ad esempio pare averlo capito.
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Offline dinolib

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Re:Obsolescenza programmata
« Risposta #6 il: 23 Ottobre 2013 ore 13:52 »
Aggiungo questo articolo di lffl:
http://www.lffl.org/2013/10/pcofficina-trashware-linux-milano.html

Nei commenti fra le altre cose si dicono cose interessanti (incredibile!)

Link al progetto: http://www.pcofficina.org/

Altra iniziativa:
http://www.luganega.org/index.php/attivita-luganega/21-trashware

Offline alex

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Re:Obsolescenza programmata
« Risposta #7 il: 23 Ottobre 2013 ore 14:08 »
L'iniziativa è bella, ma trovo ridicolo che come esempio si porti la scuola che così può mettersi in regola con il "registro online"... o più che ridicolo, trovo assurdo che in Italia si continui a creare leggi idiote senza che ci siano prima le infrastrutture che permettono di attuarle.  >:(

Offline dinolib

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Re:Obsolescenza programmata
« Risposta #8 il: 23 Ottobre 2013 ore 15:05 »
Si fanno PC economici per il terzo mondo. Ma mi sa che servono anche qui  ;)

Offline dongongo

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Re:Obsolescenza programmata
« Risposta #9 il: 04 Aprile 2014 ore 15:59 »
Riprendete l'argomento. Dai. ;D



 

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