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Topics - IVIonty

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Chakra Bar / Meccanica quantistica for Dummies
« il: 04 Aprile 2013 ore 00:20 »
Masque mi ha stuzzicato con questa frasiola buttata la durante una delle tante dissertazioni OT del super topic omonimo:

Prima o poi dovrò trovare qualche specie di "Fisica quantistica for dummies" ed infilarci il naso :D
...

E non ho potuto esimermi dal creare un topic dedicato ad una delle più affascinanti (ed antiintuitive) teorie fisiche partorite dall'intelletto umano nell'ormai secolo scorso.

Quindi chiunque volesse partorire qualche mattone sCientifico e discuterne senza intasare il topic OT può imbrattare qui!

Inizio grazie alla segnalazione di un amico che mi ha indirizzato a questo articolo dell'altra Lega:

http://leganerd.com/2013/04/03/la-scala-kardashev-sfere-di-dyson-e-il-concetto-non-biologico-di-vita/

ma non voglio parlare ne di scala di Kardashev ne di sfere di Dyson al momento (per quanto concetti interessanti), bensì di un argomento sviluppato nei commenti all'articolo di cui sopra: l'universo olografico e soprattutto il modello olonomico del cervello sviluppato da Bohm.

Sono teorie affascinanti, ma portano in un terreno pericoloso, in quanto le conseguenze "filosofiche" di tali teorie sono state spesso prese in prestito da visioni new age del cosmo, con conseguenti semplificazioni pericolose e passaggi anti-logici per arrivare a conclusioni le più sgangherate (tipo tutto è connesso con amore e tenerezza, Dio è buono, Karma ti guarda in cagnesco se calpesti le aiuole...)

Tutto inizia dalla teoria di De Broglie-Bohm


http://it.wikipedia.org/wiki/David_Bohm

Parlando in maniera rigorosa, è la più famosa interpretazione della teoria dei quanti che cerca di eliminarne la componente stocastica applicando uno dei due percorsi matematici possibili, ossia eliminandone il "principio di località".

In parole povere, Bohm dice che eventi distanti (per tempo e spazio) nei rispettivi sistemi di riferimento si influenzano tra loro, attraverso un'apparente trasmissione di interazione (ed informazione) istantanea, o comunque apparentemente più veloce della luce.

Dice ciò non perchè s'è fumato un buon cannone, ma cercando di integrare in una visione omogenea i risultati straordinari degli esperimenti del fisico francese Alain Aspect (cavolo vorrei chiamarmi anche io in maniera così figa, tipo John Shadow, Jack Energy o che ne so Max Power [vedere assolutamente puntata dei Simpson a riguardo!]

<a href="http://www.youtube.com/watch?v=hTfAY8Dez5I" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=hTfAY8Dez5I</a>


http://it.wikipedia.org/wiki/Alain_Aspect

In particolare i suoi esperimenti di correlazione quantistica:
http://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_sulla_correlazione_quantistica_di_Aspect
Con questi esperimenti dimostrò che, se genero due fotoni identici con un'unica interazione quantica, e poi li posiziono in due sistemi di riferimento isolati tra loro, e poi procedo a modificare le caratteristiche energetiche di uno dei due fotoni, anche l'altro si modificherà per tornare identico a quello che ha subito l'interazione. Questo rimane vero a prescindere dalla distanza, dalle energie utilizzate, e dal tempo. E sti cazzi aggiungo! in apparenza la teoria della Relatività di Einstein viene contraddetta.

In apparenza... perchè Bohm spiega questi risultati con una visione del reale nuova ed originale, derivante da altri esperimenti compiuti sugli effetti dei raggi laser impressi su pellicola fotografica: si immagina l'universo come ologramma.

Ma alla fine, cos'è un ologramma?




Potremmo chiederlo a R2-D2
Ci risponderebbe pppprrt bbbbrt zzzzt...

mmm pessima idea, meglio chiederlo a Maestro Kenoby

Ci risponderebbe che un ologramma è l'interferenza di due fasci di luce coerenti eccitata da una terza fonte di luce coerente.
Me cojoni, cioè? cioè prendo due raggi laser, li faccio interferire tra loro e registro questa interferenza, ad esempio su pellicola fotografica. Poi prendo un terzo laser e lo punto verso l'immagine dell'interferenza, cosa ottengo?
Un ologramma, ossia una rappresentazione 3D dell'interferenza precedente.

Puntando i laser iniziali in maniera studiata su di un oggetto, genero un'interferenza che è una "foto" in tre dimensioni dell'oggetto. La "magia" avviene quando punto un terzo laser su questa "foto": l'oggetto viene riscreato nello spazio come riverbero nelle tre dimensioni dell'interferenza iniziale.



L'ologramma conserva le informazioni dell'oggetto, in ogni sfaccettatura volumetrica.
Altra magia, se divido l'ologramma in due, otterrò sempre l'immagine iniziale. La metà mancante verrà ricreata dall'ologramma. Se lo divido in quattro, lo stesso, in otto, idem ... insomma così via virtualmente all'infinito.
L'ologramma conserva le informazioni in maniera ricorsivo-frattale.

Bohm applica questo modello all'universo, ed alle particelle elementari, comprese le loro forme d'onda portanti, ossia i fotoni.

L'immagine divulgativa usata spesso da Bohm è semplice ma efficace.
Immaginate un acquario con dentro un pesce rosso. Punto due telecamere a circuito chiuso, da due direzioni diverse ma perpendicolari sul pesce.
Una telecamera non vede l'altra, ma entrambe vedono il pesce da due angolazioni diverse.
Io osservatore non ho accesso all'acquario, sto in una stanza ermetica, il mio spazio, con solo i monitor a circuito chiuso delle due telecamere.
A me appariranno due pesci rossi (leggi i due fotoni di Aspect), ma con un po' di impegno, sperimentazione e metodo scientifico (cit.), mi accorgerò che i due pesci in realtà sono lo stesso!
Sono solo due proiezioni dello stesso ologramma.

A seguire, il passo successivo compiuto da Bohm nelle sue formulazioni, ossia il cervello come "ricevitore olografico" ... ma questo lo lascio ad una prossima puntata, senno vi uccido e mi uccido con un altro mattone!


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Guide / AMD dual graphics APU/GPU con Catalyst > 12.8
« il: 21 Febbraio 2013 ore 22:50 »
Scopo:
La guida si rivolge a chi possiede computer (generalmente notebook) con doppio chip grafico AMD (sistemi Fusion, Trinity, etc) e vuole utilizzare gli ultimi driver AMD Catalyst proprietari.
Aggiornamento: rispetto alla prima stesura della guida, ne consiglio l'uso a chi ha un sistema con chip integrato nel processore e GPU separata, quindi sistema APU/GPU. In sistemi con doppia GPU, entrambe separate dal processore, sono emersi dei problemi di risparmio energetico che sto approfondendo.
La guida inoltre non si rivolge a chi possiede sistemi ibridi Intel/AMD. In quel caso è possibile configurare il sistema facendo riferimento ai seguenti Wiki di Arch:

con driver open Radeon -> https://wiki.archlinux.org/index.php/Hybrid_graphics#ATI_Dynamic_Switchable_Graphics
con driver proprietari Catalyst -> https://wiki.archlinux.org/index.php/AMD_Catalyst#PowerXpress_support

Il perchè di questa guida:
Nei sistemi ibridi AMD è presente una GPU a basse prestazioni, rivolta al risparmio energetico (ad esempio una GPU integrata nella CPU, ossia una APU), ed una GPU separata per prestazioni avanzate.
A partire dalla versione 12.9 dei driver proprietari AMD Catalyst si è presentato un bug tuttora irrisolto: in sistemi ibridi se si attiva la GPU a risparmio energetico, si ottiene un kernel panic ogni qualvolta si riavvia o si spegne il sistema.
Ciò è causato da un errore di sync nel momento in cui il modulo FGLRX viene rimosso dalla memoria.

Per maggiori informazioni a riguardo potete far riferimento alle seguenti fonti:
thread sul forum di Arch dedicato ai driver proprietari AMD (gestito da Vi0L0, manutentore e patcher dei pacchetti Catalyst per Arch) in cui abbiamo discusso del problema:
- https://bbs.archlinux.org/viewtopic.php?pid=1234653#p1234653
bug tracking sul sito AMD:
- http://ati.cchtml.com/show_bug.cgi?id=645

Come:
Attraverso una opportuna configurazione del server X è possibile ottenere il corretto funzionamento dei driver proprietari AMD con PowerXpress. In questo modo diventa possibile passare dalla GPU a risparmio energetico a quella con prestazioni elevate senza generare kernel panic.
La soluzione proposta aggira un problema insito nei driver AMD, è quindi un workaround che però sembra funzionare in maniera stabile.
Il tutto l'ho testato nelle seguenti combinazioni sistema/kernel/driver/xorg
- Chakra / linux 3.7.6-1 / catalyst 13.1-3 / xorg 1.12.3-3
- Arch / linux 3.7.9-1 / catalyst 13.1-2 / xorg 1.13.2-1
- Debian Testing / linux 3.2.0-38 / catalyst 13.1-1 / xorg 1.11.1-1 (in pratica una quasi Ubuntu 12.04 LTS credo)
Con medesimi risultati.

Tempo necessario:
10 minuti

Procedimento:
Per comodità e brevità di qui in avanti mi riferisco con
iGPU -> processore grafico a risparmio energetico;
pGPU -> processore grafico a prestazioni elevate;
che sono gli stessi acronimi utilizzati da AMD.
La modifica al file xorg.conf si basa su un'assunto: il kernel panic che si ottiene quando si spegne e/o riavvia il sistema con la iGPU attiva può essere causato dalla mancanza di descrizione, all'interno del file di configurazione di X, della iGPU stessa. Nelle versioni precedenti del driver ciò non comportava problemi, in quanto i Catalyst non utilizzano in toto i file di configurazione di X, ma dalla 12.9 la gestione degli schermi pare essere cambiata.
In effetti quando si crea la configurazione iniziale col comando
Codice: [Seleziona]
$ sudo aticonfig --initialviene configurata la prima GPU identificata, che è sempre la pGPU.
Si può infatti immaginare il sistema ibrido come due GPU in parallelo (dual-head), ma che utilizzano il medesimo schermo/monitor di Xorg di volta in volta.
Detto ciò, andiamo a configurarle X col comando:
Codice: [Seleziona]
$ sudo aticonfig -f --initial --adapter=allIn questo modo aticonfig creerà due sezioni distinte per le due GPU, con gli opportuni riferimenti al modulo FGLRX per gestirle.
Il file creato automaticamente va però modificato, infatti se utilizzato così crea una layout degli schermi inutilizzabile.
Ho provato diversi ServerLayout di Xorg, e quello descritto sotto finora è risultato il migliore. Per utilizzarlo andiamo ad editare il file xorg.conf ad esempio dando il comando
Codice: [Seleziona]
$ kdesu kate /etc/X11/xorg.confe modifichiamo la sezione ServerLayout come segue:
Codice: [Seleziona]
Section "ServerLayout"
Identifier     "aticonfig Layout"
Screen      0  "aticonfig-Screen[0]-0" 0 0
Screen         "aticonfig-Screen[1]-0" Relative "aticonfig-Screen[0]-0" x y
EndSection
Dove al posto di x ed y andremo ad inserire l'ampiezza e l'altezza in pixel relative alla risoluzione del nostro monitor (ad esempio 1024x768, 1366x768, 1920x1080, etc).
Riavviamo il sistema o in alternativa solo il server X, e successivamente diamo il comando
Codice: [Seleziona]
$ sudo  aticonfig --px-igpuIn modo che il sistema passi ad utilizzare la iGPU.
Riavviamo per l'ultima volta il sistema e voilà, avremo la iGPU funzionante senza kernel panic.

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Fonti e spunti:
- Esperienza di Cylon con UEFI by Asus -  http://forum.chakra-project.it/index.php/topic,4779.0.html
- Discussione su Grub UEFI - http://forum.chakra-project.it/index.php/topic,4951.msg32530.html#new
- Arch Wiki - https://wiki.archlinux.org/index.php/Beginners'_Guide_(Italiano)#Per_schede_madri_con_UEFI
- Chainloading Arch + Win8 - http://www.neuraladvance.com/2012/11/17/arch-linux-windows-8-uefi-lvm/

Scopo: come da titolo, la guida si prefigge come obbiettivo installare Chakra su notebook HP G6 con Windows 8 preinstallato e bios UEFI, avendo Chakra come sistema di default alla partenza e Windows 8 come voce di avvio aggiuntiva in Grub.

Come: partizionando opportunamente l'hard disk, installando Chakra, configurando il bootloader (per questa guida Grub 2) per sfruttare la partizione UEFI già presente di fabbrica.

Prerequisiti: 
Nella guida farò riferimento a GParted, ma si può utilizzare il proprio tool preferito, come Parted da riga di comando.
Strumenti da avere a disposizione:
- DVD o chiavetta USB con l'ultima iso di Chakra (http://chakra-project.it/index.php/download)
- DVD o chiavetta USB con l'ultima iso di Arch Linux (http://www.archlinux.it/download/)
- DVD o chiavetta USB con l'ultima iso di Gparted (http://gparted.sourceforge.net/download.php)
Dimestichezza nell'utilizzo di un tool per il partizionamento del disco con tabella delle partizioni GPT.
Familiarità con Arch ed il suo ambiente live minimale.

Vantaggi:  ottenere Chakra correttamente installato senza alterare ne Windows 8 preinstallato, ne la partizione HP contenente i tool per la manutenzione del sistema (ripristino, aggiornamento BIOS, etc). Avere Chakra in chainloading con Windows 8.

Svantaggi:  ad oggi (gennaio 2013) occorre appoggiarsi ad un tool esterno (nella guida faccio riferimento al live cd di Arch Linux) per installare Grub 2 in modalità UEFI.

Tempo necessario:  30/40 minuti, esclusa l'installazione vera e propria di Chakra.

Procedimento:
La guida è valida esclusivamente per i portatili HP serie G6 con Windows 8 preinstallato.
Altre serie di notebook potrebbero utilizzare un partizionamento e/o un BIOS UEFI diversi, quindi la procedura proprosta potrebbe non essere adeguata.

Perchè questa guida: perchè scrivere una guida apposita per installare Chakra su un determinato modello di notebook?
La risposta risiede nel fatto che se si vuole mantenere Windows 8 e i tool HP preinstallati, occorre seguire dei passi specifici.
Ciò perchè il partizionamento del PC fatto da HP non segue in tutto e per tutto lo standard GPT. Ciò crea dei problemi all'installer Tribe di Chakra, che al momento della scelta delle partizioni da utilizzare durante l'installazione richiede obbligatoriamente la partizione 1 del disco come partizione fake non formattata, grande anche solo 1 MB.
HP ha posizionato tale partizione in terza posizione nel disco. Spostarla o rimuoverla rende non avviabile Windows 8.
Da ciò la necessità di qualche smanettamento in più per avere Chakra funzionante in dual boot con Windows.
Nulla esclude che in future versioni di Tribe questi vincoli non siano più presenti e che quindi questa guida, almeno nella parte inerente il partizionamento, diventi superata.

Passo 1) Installare Chakra

Per prima cosa occorre entrare nel BIOS e disabilitare il Secure Boot ed abilitare la modalità Legacy che permetterà l'avvio delle ISO di Chakra e GParted.

All'avvio del notebook tenere premuto il tasto ESC per entrare nel menu di avvio. Selezionare F10 per entrare nelle impostazioni del BIOS:

Sezione System Configuration --> Boot Options

Legacy Support --> Enable

Secure Boot --> Disable

Exit --> Exi Saving Changes


L'HP G6 ha la seguente tabella delle partizioni GPT (chiamo il disco principale /dev/sda perchè sarà visto così sia da Chakra che Arch):

/dev/sda1   Partizione NTFS contenente i tool di sistema HP
/dev/sda2   Partizione FAT32 UEFI di avvio
/dev/sda3   Partizione fake non formattata
/dev/sda4   Partizione con Windows 8
/dev/sda5   Partizione NTFS con l'immagine di sistema di Windows 8 per il ripristino di sistema


- Avviamo il computer con l'ISO di GParted:

All'avvio premere ESC e successivamente F9.
Avvio da DVD interno oppure USB, dove abbiamo masterizzato l'ISO di GParted.

Dal programma ridimenzioniamo la partizione sda1 in modo da lasciare prima di essa uno spazio di 1 MB. In questo spazio creiamo una partizione di tipo "unformatted". Tale partizione sarà verosimilmente la sda6. Una volta fatto la selezioniamo e modifichiamo i flags: selezioniamo il flag "GRUB_BIOS" e confermiamo.
Selezioniamo poi la partizione /dev/sda4 in cui risiede Win8 e la ridimensioniamo, facendo spazio a Chakra.
Nello spazio libero così guadagnato creiamo le partizioni necessarie. La scelta minimale è di creare due partizioni, una di swap grande ad esempio 4 giga, e nel restante spazio una partizione ext4 per ospitare Chakra.

Le partizioni così create saranno la sda7 e sda8 e per convenzione identificherò sda8 come la partizione che conterrà Chakra e sda7 quella di swap. La tabella delle partizioni diventerà così:

/dev/sda6   Partizione fake non formattata
/dev/sda1   Partizione NTFS contenente i tool di sistema HP
/dev/sda2   Partizione FAT32 UEFI di avvio
/dev/sda3   Partizione fake non formattata
/dev/sda4   Partizione con Windows 8
/dev/sda7   Partizione di swap
/dev/sda8   Partizione ext4 che conterrà la root di Chakra
/dev/sda5   Partizione NTFS con l'immagine di sistema di Windows 8 per il ripristino di sistema


A questo punto possiamo avviare la ISO di Chakra e procedere all'installazione normalmente. Al momento del partizionamento, selezioniamo la partizione /dev/sda2 e scegliamo come punto di mount "/boot/efi". Poi selezioniamo la partizione /dev/sda8 e scegliamo come punto di mount root "/".
Al passaggio riguardante il boot manager scegliamo di non installarlo.
Concludiamo l'installazione come di consueto.

A questo punto avremo Chakra installato, ma non risulterà avviabile.

passo 2) rendere Chakra avviabile

Avviamo il notebook con l'ISO di Arch.
Una volta arrivati alla console diamo i seguenti comandi:

loadkeys it
modprobe efivars
swapon /dev/sda7


Ci occorre la connessione ad internet per installare il pacchetto os-prober.

Fare riferimento a https://wiki.archlinux.org/index.php/Beginners'_Guide_(Italiano)#Stabilire_una_connessione_di_rete

Ad esempio ipotizzo di collegarmi tramite il Wifi:

Codice: [Seleziona]
wifi-menu wlan0
Nella schermata seguente scegliere l'SSID e la password se presente (!).

Siamo connessi in DHCP, a questo punto diamo:

Codice: [Seleziona]
pacman -Syy
pacman -S os-prober
mount /dev/sda8 /mnt
mount /dev/sda2 /mnt/boot/efi
sudo grub-install --target=x86_64-efi --efi-directory=/mnt/boot/efi --boot-directory=/mnt/boot --bootloader-id=Chakra_grub --recheck
sudo cp /usr/share/locale/it/LC_MESSAGES/grub.mo /mnt/boot/grub/locale/it.mo

Ora Grub 2 EFI ha creato una nuova voce per Chakra all'interno di /dev/sda2, al fianco delle voci di Windows 8 e dei tool di ripristino HP.

Il BIOS HP avvierà di default sempre il file /EFI/Microsoft/Boot/bootmgfw.efi. Lasciando le cose così, l'unico modo per avviare Chakra sarà entrare ad ogni avvio nella shell UEFI e selezionare manualmente la voce Chakra_grub creata precedentemente.

Vediamo come rendere Chakra la voce predefinita di avvio.

Spostiamoci in /mnt/boot/efi/EFI

Con i prossimi comandi andiamo a fare un backup della voce UEFI di Windows 8 e spostare la cartella di Grub al posto di quella di Windows.

Codice: [Seleziona]
mv Microsoft Windows8
mv Chakra_grub Microsoft
cd Microsoft
mkdir Boot
cp /mnt/boot/efi/EFI/Microsoft/grubx64.efi /mnt/boot/efi/EFI/Microsoft/Boot/bootmgfw.efi

Ora al prossimo avvio il Grub di Chakra sarà la voce di default selezionata dal BIOS.

passo 3) abilitare il chainloading di Windows 8 in Grub 2

Riavviamo il pc e se tutto va come deve andare, si avvierà Chakra.

Il problema ora è che la voce di grub creata automaticamente dall'os-prober per Windows 8 non renderà il sistema operativo Microsoft avviabile.

Per ovviare procediamo come segue.

Da terminale diamo i seguenti comandi:

Codice: [Seleziona]
grub-probe --target=fs_uuid /boot/efi/EFI/Microsoft/Boot/bootmgfw.efi
darà come risultato una stringa che chiameremo <fs_uuid>

Codice: [Seleziona]
grub-probe --target=hints_string /boot/efi/EFI/Microsoft/Boot/bootmgfw.efi
darà come risultato una stringa che chiameremo <hints_string>

Da terminale andiamo a editare il file /boot/grub/grub.cfg ad esempio dando sudo nano /boot/grub/grub.cfg od in alternativa volendo usare kate diamo kdesu kate /boot/grub/grub.cfg.

Cerchiamo la voce inerente Windows 8 generata da os-prober e modifichiamola aggiungendo le due stringhe ottenute precedentemente come segue:

(a)
Codice: [Seleziona]
menuentry "Windows 8" {
   insmod part_gpt
   insmod fat
   insmod search_fs_uuid
   insmod chain
   search --fs-uuid --no-floppy --set=root <hints_string_value> <fs_uuid_value>
   chainloader /efi/EFI/Windows8/Boot/bootmgfw.efi
}

Al prossimo riavvio la voce di Grub di Windows 8 sarà funzionante e potremo eseguire il sistema a piastrelle da li.

NOTA: il sistema descritto pocanzi genera problemi se pensiamo di installare altri sistemi operativi, in quanto quando andremo a ricreare il file grub.cfg per aggiungere i nuovi SO (con sudo grub-mkconfig -o /boot/grub/grub.cfg) la voce di Windows 8 verrà ricreata senza le modifiche apportate, e Windows non sarà più avviabile da Grub.

Ciò si può evitare generando una voce personalizzata del menu di Grub, ossia modificando il file /etc/grub.d/40-custom ed aggiungendovi la menuentry {...} al punto (a).

Quando daremo sudo grub-mkconfig -o /boot/grub/grub.cfg verranno generate due voci per Windows 8, una fatta da os-prober, l'altra creata a partire da /etc/grub.d/40-custom. Andremo quindi ad editare manualmente il file grub.cfg rimuovendo la voce seguente:

Codice: [Seleziona]
### BEGIN /etc/grub.b/30_os-prober ###
menuentry {
...
}

Fatto!

4
Ciao ragazzi,
piccola premessa: oramai sto usando sul desktop Chakra come OS principale da più di un mese e posso dire, fuor di retorica e supportato dall'esperienza, che è la miglior distro disponibile sulla piazza con KDE, punto.

Ora... per Natale mi hanno regalato un HP G6 con Win8 preinstallato, e mi sono posto il seguente obbiettivo: installare Chakra in dual boot EFI con Win8.

Ho letto e mi è stata di molto aiuto il thread di Cylon in cui descriveva la sua esperienza col suo Asus a56cm http://forum.chakra-project.it/index.php/topic,4779.0.html, ho provato ma ho riscontrato diversi problemi.
Per capire meglio la natura di questi problemi, ho preso su Arch e ho provato a conoscere meglio l'implementazione EFI di HP arco alla mano: ho sudato un bel po', ma sono riuscito ad installare Arch, installare KDE ed installare il 99% delle periferiche in maniera accettabile avendo Grub EFI come boot loader di default e Win8 in chainloading.

Confortato da questo sono tornato su Chakra, ma mi sono dovuto arrendere a due problematiche:

1) ho utilizzato l'ultima ISO disponibile; mio limite non ho al momento un DVD dove masterizzarla quindi ho optato per una live usb come già fatto in passato, seguendo guide Arch per la compatibilità EFI e come tool il SUSE Usb Creator della Chakra desktop.
Non riesco a far partire Chakra in modalità EFI a differenza di Arch, e qui secondo me sbaglio qualcosa. Il problema è che se non parte in EFI non ha accesso alle variabili EFI, e quindi non può installarsi correttamente GRUB EFI.
Domanda da niubbo Arch e derivate... si può fare un chroot da Arch su Chakra per installare e configurare Grub EFI?

2) Tribe è estremamente vincolante con il partizionamento GTP. Ho trovato questa vecchia discussione sul forum inglese: http://chakra-project.org/bbs/viewtopic.php?id=5561.
In soldoni Tribe necessita in maniera obbligata della partizione fake FAT32 con flag bios_grub all'inizio del disco. HP prevede invece la fake partition come seconda nel disco, e non posso spostarla o rendo non avviabile Windows. Ergo, qui credo di trovarmi di fronte ad un limite, per ora, invalicabile di Chakra, che probabilmente mi impedirà, fintanto che Tribe funziona così, di installarla al fianco di Windows sul portatile.

PS: nota a margine - una cosa che mi ha colpito molto, perché non me l'aspettavo, è constatare che Arch + qualche tuning + KDE + Catalyst 12.9 consentono una durata maggiore di circa 50 minuti (a parità d'uso) della batteria rispetto a Win8  :D

5
Non so se avete letto la nius,
con un cooldown sul sito in stile launchpad/grande evento virale,
Canonical ha presentato la versione per smartphone del suo Ubuntu, come già ampiamente preannunciato:

Home page del progetto:
http://www.ubuntu.com/devices/phone

Filmato di presentazione di Mark *mi lancio* Shuttleworth con tanto di barba incolta, occhi rossi da post-capodanno e sfondo bianco "mela":
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=cpWHJDLsqTU" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=cpWHJDLsqTU</a>

Che ne pensate di questo passo verso i device mobile? anche alla luce del buon (secondo me) progetto Plasma Active in ambito tablet del team KDE.

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